Martina si sveglia, apre gli occhi e non riconosce subito il posto in cui si trova. Ci mette un attimo per ricapitolare cosa sia successo.
E’ a casa di Riccardo, che infatti è accanto a lei che dorme.
Prende il telefono sul comodino per vedere l’ora. Sono le 11 del mattino.
Da un occhio in fretta alle notifiche.
Si alza senza far rumore, cerca di non svegliare Riccardo perché sa che ricomincerebbero a scopare, mentre lei vuole solo andare a casa.
Raccoglie i vestiti, va in cucina a bere dell’acqua, si veste al volo ed esce, cercando di chiudere la porta senza fare casino.
Prende i mezzi e alle 12.30 e già sotto casa sua, dove si ferma a mangiare al volo un’insalata.
Mentre pranza Riccardo le scrive un messaggio “Sei sparita?”.
Martina risponde “Scusami, ma ho un’impegno tra qualche ora e non volevo svegliarti, dormito bene?”.
Riccardo non risponde subito.
Finita l’insalata rientra a casa, dove tutto è in ordine e c’è la musica accesa.
Tra se e se pensa di averla dimenticata accesa dal giorno prima.
Spegne la musica e si mette a leggere un libro.
Mentre è sul divano sente dei rumori. Si preoccupa un po’.
Qualche secondo dopo si presenta Lui in salotto.
Martina salta in aria esclamando: “Ma cosa ci fai tu qui?”.
Lui sgrana gli occhi e le dice “Martina, ti ho scritto un messaggio ieri sera”.
M. “Ah”.
Prende subito il telefono e controlla.
In effetti gli aveva scritto che sarebbe rientrato al mattino presto.
M. “Scusami, ero da Riccardo e sono stata un po’ occupata” sorride.
“Ho immaginato” risponde lui, mentre intanto si accomoda anche lui sul divano.
I due di abbracciano un po’ e passano qualche minuto distesi insieme a chiacchierare un po’.
“Vai in camera Martina, stai di la un po’. Conta fino a 100 ad alta voce e lentamente, poi torna di qua a quattro zampe”.
La ragazza annuisce e va in camera, chiudendosi alle spalle la porta e iniziando a contare lentamente…
1
2
3
4
5….
37…
68…
80…
98
99
100
Apre la porta, si mette carponi e va in sala.
Lui è li che l’aspetta in piedi, appena le si avvicina le mette un harness in faccia con delle orecchie da cavallo. E’ proprio un imbragatura da cavallina, una perfetta e elegante testiera.
“Alzati in piedi” le dice.
Martina si alza. Lui si avvicina e lentamente inizia a spogliarla standole molto vicino col corpo e sfiorandole il collo con la bocca.
Appena è nuda le ordina di rimettersi a quattro zampe e lei esegue senza dire parola.
Lui prende un frustino e inizia a darle qualche colpo sul culo. Piano.
Martina resta immobile.
La forza con cui infligge i colpi piano piano aumenta, mentre il ritmo resta costante. E’ come un tamburo giapponese, è quasi ossessivo. Martina infatti fatica a stare ferma, ma ci prova. Ogni tanto fa qualche piccolo gemito sotto voce e ogni tanto un piccolo movimento.
“Cammina Martina, lentamente” dice lui e le da un colpo per spingerla ad andare avanti, proprio come si fa con i cavalli.
Marina inizia a camminare, dritta e fiera come un cavallo mentre fa dressage. E’ in effetti il gioco che iniziano a fare, ma senza il cavaliere sopra.
L’uomo le ordina dei movimenti, compresi degli inchini… e lei esegue.
“Brava Martina, vediamo quanto ti piace questo gioco” e le infila una mano tra le labbra della figa.
E’ bagnata, molto bagnata.
Giocano ancora un po’, finché lui non le infila anche un plug con una coda da cavallo.
Martina si eccita ancora di più e non riesce nemmeno più a trattenere la bava che per via delle briglie e del morso in bocca le scivola.
Lui se ne accorge e le dice con tono di rimprovero “Martina, cosa fai? Stai sbavando”, lei abbassa la testa.
“Non sporcare, componiti, per favore”.
La ragazza abbassa nuovamente la testa, ma non riesce a trattenersi molto. Sente anche che l’interno coscia inizia a grondare ma fa di tutto per non mostrarlo a lui.
“Non sai proprio contenerti” continua lui.
Martina intanto cerca di tirare la lingua fuori per risucchiare un po’ di bava. Lui intanto prende una ciotolina e gliela mette a terra in modo che la bava non finisca sul pavimento.
In meno di 5 minuti la ciotolina è quasi piena a metà.
Lui intanto inizia a girarle attorno e riprende a darle colpi di frustino sul culo, finché non si accorge che l’interno coscia di Martina è completamente bagnato, fino a metà coscia.
“Martina, non posso metterti anche la ciotola in mezzo alla figa, contieniti ho detto”.
I colpi col frustino cessano, per lo meno con la parte finale, il keeper. Ma iniziano con il corpo, con l’asta.
Fanno male, molto più male. Equivalgono ai colpi di un cane di bambu.
Il culo di Martina è rosso e inizia a fare male. I segni sono sempre più evidenti, colpo dopo colpo.
Martina perde la postura elegante e inizia a cedere.
“Stai su Martina” le ordina lui, “Devi stare composta per me”.
Lei ci prova ancora, ma i colpi sono tanti e sempre più forti.
Crolla, cade a terra. I muscoli hanno ceduto.
Lui le mette una mano sul culo, che è caldo e un po’ umido per via di qualche striscia di sangue fatta dai colpi ripetuti.
Martina resta immobile finché lui non la prende per i capelli facendola alzare.
“Stai su” le dice, mentre le toglie la testiera.
Appena la spoglia dall’harness le riprende i capelli e con forza bruta le mette la faccia nella ciotolina colma della sua bava.
“Non sei stata brava, sei caduta, hai ceduto”.
Lei lo guarda dal basso verso l’alto. Ci vede poco per via dei capelli davanti al volto e della bava in faccia.
Odia l’odore dalla bava.
“Girati” le ordina, “devo toglierti la coda”.
Lei con molta calma e stanchezza si gira, mettendo il culo davanti a lui che le sfila il plug con la coda e le sfiora i segni.
Le da una pacca a mano nuda.
Lei urla.
Poco dopo tutto si ferma per 2 minuti.
Si sente il rumore di una zip, poi dei pantaloni che cadono. Lui si mette a terra e la incula tenendola per i capelli.
Le da pochissimi colpi e viene.
Martina ora è per terra, ha la figa che le pulsa.
Lui è in piedi vicino a lei, la osserva dall’alto mentre si riveste e le dice “Vai in camera”.
Martina si rialza e va in camera. Mentre attraversa il corridoio si ferma in bagno per pulirsi.
Si lava la faccia soltanto e va in camera.
Mentre si mette a letto arriva anche Lui. Ha in mano una magic wand.
Le sorride…
Martina apre le gambe.
Lui le poggia la wand sul clitoride e in meno di 3 minuti Martina gode.
Il suo corpo si contrae, la sua schiena si inarca e geme.
I due si sdraiano sul letto, lui l’abbraccia.
“Brava Martina” le sussurra.
Lei sorride e si accovaccia.
Mentre lei è girata di schiena lui le sussurra ancora “Domani mattina abbiamo un aereo alle 10.00 per Praga, fai le valigie”.
Martina si gira vero di lui con aria interrogativa e dice “Praga? Domani? Quando pensavi di dirmelo?”.
“Ora” dice lui.
“Maledetto” risponde lei sorridendo e aggiungendo “Ci facciamo una doccia insieme?”.
“Va bene” dice lui, aggiungendo “Sappi che stiamo andando a trovare un amico”.
Lei lo guarda con faccia perplessa e risponde “ok” e va verso il bagno. La sua ingenuità è una cosa che Lui ama moltissimo.


Empatia e Dolcezza. Due parole che non molti assocerebbero a una Mistress. Eccovi l’intervista a Claire Delacroix.